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Furutaka
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Il mwbqFurutakamwbg (古鷹? lett. "Falcone maggiore")cite-ref-1[1] è stato un mwcwincrociatore pesante appartenente alla mwdaMarina imperiale giapponese, prima ed eponima unità della mwdqstessa classe e così nominato dall'omonimo monte che sorge sull'isola di mwdwEtajima (mweaprefettura di Hiroshima). Fu varato dal mweqcantiere navale di mwegNagasaki nel febbraio 1925.

Dal momento dell'entrata in servizio nel marzo 1926 e fino al 1931 attese a periodiche esercitazioni e operò sia nelle acque giapponesi, sia in quelle cinesi. Dopo una prima ricostruzione tra 1931 e 1933, tornò operativo con la 6ª e la 7ª Divisione incrociatori. Dall'aprile 1937 all'aprile 1939 andò incontro a una profonda opera di ammodernamento che lo dotò di tre torri binate, apparato motore più potente, armi contraeree più numerose e numerose altre migliorie. Definitivamente integrato nella 6ª Divisione, prestò servizio per lo più nelle acque giapponesi.

Al momento dell'mwfqattacco di Pearl Harbor (7 dicembre 1941) si trovava in navigazione verso mwfgGuam nelle mwfwisole Marianne che però fu conquistata prima del suo arrivo. Spostatosi a Truk, fornì supporto e protezione alla mwgaconquista di Rabaul (gennaio 1942) e tentò invano, con il resto della 6ª Divisione, di intercettare una Task force statunitense che aveva colpito le mwgqisole Marshall; coprì dunque le operazioni anfibie nelle mwggisole Salomone settentrionali e in mwgwNuova Guinea. A maggio partecipò alla mwhabattaglia del Mar dei Coralli senza arrivare a contatto con le forze navali di superficie avversarie e giugno fu oggetto di un ciclo di revisioni in mwhqGiappone. Inviato nuovamente nel mwhgPacifico meridionale, nella notte dell'8-9 agosto 1942 prese parte alla vittoriosa mwhwbattaglia dell'isola di Savo ingaggiata per respingere gli statunitensi, sbarcati su mwiaGuadalcanal; non subì alcun danno ma la distruzione della flotta d'invasione non fu ottenuta. Dopo aver partecipato marginalmente alla mwiqbattaglia delle Salomone Orientali, rimase per il mese di settembre nel settore isole Salomone-mwigisole dell'Ammiragliato.

Nella notte tra l'11 e il 12 ottobre 1942 fu inviato assieme agli incrociatori pesanti mwjaAoba, mwjqKinugasa e ai cacciatorpediniere mwjgmwjwHatsuyuki e mwkamwkqFubuki a bombardare la mwkgpista aerea "Henderson"; tuttavia le navi nipponiche s'imbatterono nella Task force 64 del contrammiraglio mwkwNorman Scott che inflisse loro danni molto gravi. Il mwlaFurutaka fu devastato da decine di proiettili e un siluro ne distrusse parte dell'apparato motore; andato alla deriva, affondò nelle prime ore del 12 ottobre con circa trenta morti tra l'equipaggio. I superstiti furono per lo più salvati, mentre un centinaio fu catturato.

Contents

Note

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Caratteristiche

Il mwmqFurutaka formava con il mwmgKako la classe omonima, risultato di continui ripensamenti e cambiamenti apportati a un progetto di incrociatore da ricognizione da mwmw7 310 tonnellate, steso sin dal 1916 e rivisitato dopo che lo mwnastato maggiore generale era rimasto colpito dalla mwnqclasse Omaha statunitense prima, dalla mwngclasse Hawkins britannica poi. Solo nell'estate 1921 i disegni tecnici definitivi, curati dal mwnwcapitano di vascello e mwoaingegnere navale mwoqYuzuru Hiraga, furono approvati: essi introducevano notevoli innovazioni quali l'inclusione nella struttura portante dello mwogscafo della mwowcorazzatura di murata e del mwpaponte continuo, accorgimenti ripresi dalla sua precedente creazione (l'mwpqincrociatore leggero mwpgYubari) per contenere il mwpwdislocamento. Furono previste inoltre un'mwqaartiglieria principale da 200mwqq mm, una velocità di 35 mwqgnodi e una corazzatura capace di resistere a mwqwgranate da 152mwra mm esplose da mwrq12 000-mwrg15 000 metri. Tuttavia l'ostinata volontà delle alte sfere di aggiungere altre armi e una certa approssimazione nel calcolo dei pesi fece sì che la mwrwstazza fosse superiore di circa mwsa1 000 tonnellate a quanto preventivato.cite-ref-world-war-co-uk-2-0[2]cite-ref-navypedia-org-3-0[3]

Il mwugFurutaka, infatti, presentava un dislocamento a vuoto di mwuw8 230 tonnellate e a pieno carico di circa mwva9 580 tonnellate. Presentava una lunghezza alla mwvqlinea di galleggiamento di 183,53 metri (185,17 fuori tutto), una larghezza massima di solo 15,77 metri e un mwvgpescaggio di 5,56 metri;cite-ref-world-coocan-jp-4-0[4] il rapporto lunghezza/larghezza era elevato allo scopo di raggiungere la velocità di progetto. Come detto, la protezione era elemento integrante del telaio: la cintura spessa 76mwww mm era lunga solo 80 metri e copriva la zona dell'apparato motore; sul bordo superiore era connessa al ponte di coperta dalla corazzatura laterale spessa 35mwxa mm. Il ponte stesso aveva piastre da 32mwxq mm, mentre il primo ponte era più robusto con 48mwxg mm d'mwxwacciaio. Le sei mwyatorri d'artiglieria avevano una protezione di 25mwyq mm su tutti i lati, mentre le sottostanti mwygbarbette e magazzini di munizioni di 50mwyw mm. La mwzatorre di comando non era provvista di alcuna corazzatura.cite-ref-world-war-co-uk-2-1[2] Infine, come misura difensiva contro i mwaqsiluri, erano presenti delle modeste mwagcontrocarene e lo scafo era diviso longitudinalmente da una mwawparatia stagna non corazzata: ciò limitava l'allagamento eventuale a solo una parte della nave, ma il rischio di capovolgimento era concreto.cite-ref-navypedia-org-3-1[3]cite-ref-kgbudge-com-5-0[5] L'armamento principale era formato da sei mwdacannoni mwdqType 3 modello 1 da 200mwdg mm lunghi 50 mwdwcalibri (L/50), raggruppati tre a mweaprua e tre a mweqpoppa con le torri al centro sopraelevate; erano inoltre disponibili dodici mweglanciasiluri da 610mwew mm, installati a coppie sul ponte di coperta (tre per lato) in impianti fissi. La difesa mwfacontraerea si articolava su quattro cannoni mwfqType 11 da 76mwfg mm L/40 e due mitragliatrici leggere da 7,7mwfw mm.cite-ref-world-war-co-uk-2-2[2]

L'apparato motore era costituito da dodici mwhqcaldaie Kanpon, delle quali dieci alimentate a mwhgolio combustibile e le restanti due miste (olio e mwhwcarbone); esse davano potenza a quattro mwiaturbine a ingranaggi a vapore del tipo Mitsubishi-Parsons, a ciascuna delle quali era vincolato un mwiqalbero motore con mwigelica: l'energia motrice ammontava a mwiw102 000mwja mwjqshp e la velocità massima era di 34,5 nodi, conseguenza del dislocamento eccessivo.cite-ref-navypedia-org-3-2[3] Circa le riserve di carburanti esistono differenze tra le fonti: mwkg1 400 tonnellate di olio combustibile e 400 di carbonecite-ref-world-coocan-jp-4-1[4]cite-ref-globalsecurity-org-6-0[6], mwmw1 010 di olio combustibile e 570 di carbonecite-ref-navypedia-org-3-3[3] e ancora 450 tonnellate di carbone. L'autonomia era pari a mwoa6 000 mwoqmiglia alla velocità di 14 nodi.cite-ref-world-war-co-uk-2-3[2] La nave era gestita da un equipaggio di 625 tra mwpgufficiali, mwpwsottufficiali e marinai.cite-ref-kgbudge-com-5-1[5]

Il mwswFurutaka fu modificato varie volte, essendo uno degli incrociatori più anziani in servizio. Nell'inverno 1926-1927 i due mwtafumaioli furono innalzati e le cappe alterate, di modo che i fumi di scarico fossero espulsi correttamente, nel 1930 fu rimossa la piattaforma di lancio che era stata aggiunta sul tetto della torre numero 4 (la prima di poppa) per l'mwtqidrovolante conservato nell'mwtghangar di poppavia: poiché poco ergonomica, il velivolo doveva essere ogni volta deposto in acqua e recuperato da un mwtwargano.cite-ref-world-war-co-uk-2-4[2] Durante il 1932 fu del tutto reimpostata la dotazione contraerea su quattro cannoni mwvaType 10 da 120mwvq mm L/45 in postazioni singole e due impianti doppi su mitragliatrici mwvgType 93 da 13,2mwvw mm;cite-ref-world-coocan-jp-4-2[4] i lavori videro anche l'aggiunta di una mwxacatapulta tra l'hangar e la torre numero 4.cite-ref-navypedia-org-3-4[3] Il 1º aprile 1937, infine, il mwyqFurutaka iniziò un massiccio processo di modernizzazione presso l'arsenale di mwygKure, che fu completato il 30 aprile 1939: i mwywsistemi di controllo del tiro furono aggiornati e le sovrastrutture ampiamente ricostruite, con conseguente rilocazione delle armi contraeree. Le sei torri singole furono rimpiazzate da tre torri binate, dotate di cannoni mwzaType 3 modello 2 da 203mwzq mm L/50 e con eguale corazzatura delle precedenti, disposte due a prua e una a poppa. La contraerea fu incrementata da quattro coppie di cannoni mwzgType 96 da 25mwzw mm L/60 mentre la dotazione silurante fu riorganizzata su due impianti quadrinati brandeggiabili di tubi da 610mw0a mm, dotati del letale ordigno mw0qType 93 e siti sul ponte a mezzanave verso poppa, ai lati di una nuova catapulta che serviva due idrovolanti mw0gKawanishi E7K2.cite-ref-world-war-co-uk-2-5[2] Ancora, la torre di comando fu rivestita di un manto corazzato spesso 36mw1w mm e furono rimosse le caldaie ad alimentazione mista: ciò permise di ridurre le dimensioni del secondo fumaiolo e ne conseguì un aumento dell'erogazione di vapore da parte delle rimanenti dieci unità.cite-ref-navypedia-org-3-5[3] La riserva di combustibile, dunque, passò a mw3a1 858 tonnellate di olio, l'autonomia crebbe a mw3q7 900 miglia alla velocità di 14 nodi (mw3g14 600 chilometri a 26,60mw3w km/h) e la potenza motrice a mw4a110 000mw4q shp.cite-ref-kgbudge-com-5-2[5]

Quest'ultimo radicale intervento fece comunque aumentare il dislocamento standard del mw5wFurutaka a mw6a8 840 tonnellate circa e quello a pieno carico a mw6q10 506 tonnellate; la stabilità venne poi a essere compromessa dal peso delle nuove armi e dunque furono aggiunte controcarene più larghe, assestando il pescaggio a 5,61 metri e aumentando la larghezza a 16,93 metri. La velocità massima, pertanto, scese a 33 nodi.cite-ref-world-coocan-jp-4-3[4] L'equipaggio, infine, passò a 639 effettivi.cite-ref-kgbudge-com-5-3[5]

Servizio operativo

Varo, anni venti e trenta

L'incrociatore pesante mw-wFurutaka fu ordinato nell'mw-aanno fiscale edito nel 1923. La sua mw-qchiglia fu impostata nel mw-gcantiere navale di mw-wNagasaki, gestito dalla mwaqaMitsubishi, il 5 dicembre 1922 e fu varato il 25 febbraio 1925; venne completato il 31 marzo 1926.cite-ref-world-coocan-jp-4-4[4] Assieme al mwaquKako fu l'ultimo incrociatore giapponese a non essere vincolato ai limiti imposti dal mwaqytrattato navale di Washington del febbraio 1922.cite-ref-kgbudge-com-5-4[5]

Fu inserito nella 5ª mwaqwDivisione incrociatori e per i cinque anni successivi partecipò alle periodiche, intensive esercitazioni della mwaq0marina imperiale giapponese e condusse numerose crociere nelle acque mwaq4cinesi. Posto in riserva nel tardo 1931, vi rimase fino alla metà del 1933 poiché sottoposto a un ciclo di riparazioni e modifiche. Tornò quindi in servizio attivo dapprima con la 6ª Divisione incrociatori e poi con la 7ª Divisione, prendendo parte ad alcune operazioni al largo delle coste cinesi. Dal maggio 1939 e fino al coinvolgimento diretto dell'mwaq8Impero giapponese nella mwaraseconda guerra mondiale, il mwareFurutaka operò quasi sempre nelle mwariacque territoriali nipponiche integrato nella 6ª Divisione incrociatori,cite-ref-history-navy-mil-7-0[7] al comando del mwarccontrammiraglio mwargAritomo Gotō e che comprendeva anche gli incrociatori pesanti mwarkKako, mwaroAoba (mwarsnave ammiraglia) e mwarwKinugasa; la divisione era a sua volta parte della 1ª Flotta del mwar0viceammiraglio mwar4Shirō Takasu. Il 28 novembre 1941 il comando del mwar8Furutaka fu assunto dal mwasacapitano di vascello Tsutau Araki.cite-ref-combinedfleet-com-8-0[8]

La seconda guerra mondiale

1941-1942

Il 2 dicembre 1941, all'àncora nella baia dell'isola di Hahajima nell'mwas8arcipelago delle Ogasawara, il mwataFurutaka ricevette il messaggio in codice mwateNiitakayama nobore 1208, che indicava l'inizio imminente dell'mwatiattacco di Pearl Harbor e l'apertura delle ostilità sul mwatmfronte dell'Oceano Pacifico. La 6ª Divisione incrociatori salpò il 4 dicembre alla volta di mwatqGuam, unico possedimento statunitense nelle mwatuisole Marianne, che dopo due giorni di bombardamenti aerei fu mwatyinvasa e conquistata nelle prime ore del 10 dicembre, senza necessità di intervento dei cannoni degli incrociatori; la 6ª Divisione fece dunque rotta sulla grande base navale di mwatcTruk (mwatgisole Caroline). Il 13 dicembre riprese il mare per scortare assieme ad altre unità le mwatkportaerei mwatomwatsSoryu e mwatwmwat0Hiryu, distaccate dalla 1ª Flotta aerea reduce dall'mwat4attacco di Pearl Harbor per agevolare la conquista dell'mwat8Isola di Wake, rallentata dall'mwauaimprevista resistenza statunitense: fu infine occupata il 23 dicembre. Dal 10 al 18 gennaio 1942 la 6ª Divisione incrociatori rimase a Truk, poi partì per coprire l'mwaueassalto anfibio a Rabaul in mwauiNuova Britannia (operazione "O"), avvenuto con successo il 23 gennaio; garantì dunque le operazioni per la conquista di mwaumKavieng (mwauqNuova Irlanda) avvenute poco dopo e quindi tornò nell'appena conquistata mwauuRabaul. Il 1º febbraio il mwauyFurutaka e i gemelli salparono d'urgenza in seguito a un rapido raid aeronavale statunitense sul mwaucprotettorato nipponico delle mwaugisole Marshall, che aveva danneggiato varie navi: il 4 febbraio era presso l'isolotto di Roi-Namur nell'atollo mwauoKwajalein e il 6 si ancorò all'isola di Kwajalein ma, poiché le mwausTask force 17 (contrammiraglio mwauwFrank Fletcher) e 8 (contrammiraglio mwau0William Halsey) si erano già allontanate, rientrò il 10 a Truk. Il 20 febbraio il mwau4Furutaka, il mwau8Kinugasa e il mwavaKako cercarono invano di intercettare la Task force 11 del contrammiraglio Wilson Brown che, avvistata vicino a Rabaul, aveva invertito la rotta; l'inseguimento fu un fiasco e il 23 gli incrociatori tornarono alla base. Il 2 marzo la 6ª Divisione si spostò a Rabaul (raggiunta il 5) dove si unì alle forze della 4ª Flotta del mwaviviceammiraglio mwavmShigeyoshi Inoue assemblate per l'mwavqinvasione di Lae-Salamaua (operazione "SR"), due piccoli centri dotati di aeroporti sulla costa settentrionale della mwavuNuova Guinea: in particolare il mwavyFurutaka formò con i gregari della 6ª Divisione e gli mwavcincrociatori leggeri della 18ª (mwavgTatsuta, Tenryu) la squadra di copertura a distanza. Lo sbarco riuscì senza ostacoli l'8 marzo e il mwavsFurutaka con gli altri incrociatori lasciò le acque della Nuova Guinea, sfuggendo così all'improvvisa e pesante incursione aeronavale delle TF 11 e 17, che si erano riunite nel Golfo di Papuasia a sud dell'isola. Le due divisioni toccarono il 9 marzo l'ancoraggio di mwavwBuka sull'mwav0omonima isola adiacente mwav4Bougainville e l'11 gettarono le àncore a Rabaul; il 14 marzo il mwav8Furutaka e tutte le altre unità ripresero il mare, stazionarono dal 15 al 17 a Buka e il 18 raggiunsero lo stretto Moewe che divide il porto di Kavieng dalla mwawaNuova Hannover. Qui rimasero fino al 26 marzo, quando salparono con destinazione Rabaul che fu raggiunta il giorno successivo. Il 28 le due divisioni partirono nuovamente, fecero tappa a Rabaul e quindi fecero rotta a sud-est, proteggendo gli sbarchi incontrastati nelle mwaweisole Shortland (30 marzo) e a Kieta sulla costa orientale dell'isola di Boungainville (31 marzo).cite-ref-combinedfleet-com-8-1[8]

Giunte a Rabaul già il 1º aprile 1942, la 6ª e la 18ª Divisione fecero il pieno di combustibile e ripartirono immediatamente: sostarono dal 2 al 5 aprile nello stretto Moewe, poi il 7 aprile raggiunsero mwaw4Manus nelle mwaw8isole dell'Ammiragliato. L'8 fecero rotta su Truk dove dal 10 al 30 aprile tutti gli incrociatori furono sottoposti a riequipaggiamento. Nella seconda metà del mese, intanto, il Gran Quartier generale imperiale aveva ordinato di iniziare l'operazione Mo, la conquista di mwaxeTulagi, delle mwaxiisole Louisiade e di mwaxmPort Moresby nella Nuova Guinea meridionale, ultimo bastione alleato sull'isola. La 6ª Divisione fu rinforzata dalla mwaxqportaerei leggera mwaxumwaxyShoho, dal cacciatorpediniere mwaxcmwaxgSazanami e dalla mwaxkpetroliera mwaxoIro e si portò il 3 maggio all'ancoraggio della Regina Carola vicino a Buka, da dove vigilò sull'occupazione di Tulagi. Il giorno seguente, mentre il convoglio d'invasione di Port Moresby salpava, la Task force 17 del contrammiraglio Fletcher lanciò tre attacchi consecutivi su Tulagi, affondando o danneggiando diverse unità, e il mwaxsFurutaka assieme agli incrociatori della 6ª Divisione partì subito con rotta su mwaxwGuadalcanal. Il giorno seguente, però, le portaerei americane si raggrupparono per fronteggiare la formazione d'attacco del viceammiraglio Takeo Takagi che, con le portaerei mwax4mwax8Shokaku e mwayamwayeZuikaku, era penetrata da est nel mwayiMar dei Coralli; il mwaymFurutaka e gli altri tre incrociatori, intanto, si erano fermati alle Shortland e la mattina del 6 furono oggetto di un attacco rimasto infruttuoso da parte di quattro mwayqbombardieri pesanti mwayuBoeing B-17 Flying Fortress: salparono poco dopo e il 7 si riunirono alla mwayyShoho in alto mare, a ovest di Bougainville. Negli stessi giorni mwaycsi era sviluppato lo scontro tra la TF 17 e la squadra del viceammiraglio Takagi: dopo essersi reciprocamente cercate senza esito, il 7 maggio furono effettuati i primi attacchi di velivoli imbarcati, che affondarono un cacciatorpediniere e una petroliera statunitensi. Il contrammiraglio Fletcher ordinò altre ricognizioni e lanciò un'ondata di circa novanta aerei (per lo più bombardieri in picchiata) che scovò il gruppo del contrammiraglio Gotō: il mwaygFurutaka e i gregari, troppo distanti dall'unità, non furono capaci di intervenire in maniera incisiva con la contraerea e la mwaykShoho fu affondata al largo dell'isola mwayoMisima da un gran numero di ordigni giunti a segno. L'8 maggio la mwaysShokaku rimase severamente danneggiata ma anche le forze aeree imbarcate nipponiche colsero un successo distruggendo la mwaywLexington e infliggendo danni gravi alla mway0Yorktown. Al termine dello scontro la 6ª Divisione si divise e il mway4Furutaka e il mway8Kinugasa, senza danni, furono distaccati per scortare la mwazaShokaku a Truk: fecero tappa alle Shortland per rifornimento il 9 o il 13 maggio, quindi il 17 arrivarono alla base aeronavale delle Caroline dove sostarono sino al 31 maggio; partirono infine con destinazione l'arsenale di mwazeKure, dove giunsero il 5 giugno e dove dal 10 furono sottoposti a una revisione generale.cite-ref-combinedfleet-com-8-2[8]

Dopo un periodo di licenza per gli spossati equipaggi, i due incrociatori ripresero il mare il 28 giugno, fecero tappa a Truk tra il 4 luglio e il 7 luglio e infine il 9 luglio sostarono a Kieta, dove riempirono i serbatoi; quindi tra il 14 e il 26 luglio visitarono varie basi della marina imperiale nelle Salomone, in Nuova Britannia e Nuova Irlanda e si riunirono al mwazcKako e all'mwazgAoba nello stretto Moewe. Nel frattempo, il 14 luglio, lo mwazkstato maggiore generale della marina aveva creato l'8ª Flotta, con quartier generale a Rabaul e agli ordini del viceammiraglio mwazoGun'ichi Mikawa: il 27 luglio le fu assegnata la 6ª Divisione al completo.cite-ref-combinedfleet-com-8-3[8] Il pomeriggio del 7 agosto la divisione, gli incrociatori leggeri mwaz8Tenryu e mwaaaYubari e il mwaaecacciatorpediniere mwaaimwaamYunagi salparono da Rabaul guidati dall'incrociatore pesante mwaaqChokai (ammiraglia di Mikawa) in risposta allo mwaausbarco statunitense sull'isola di Guadalcanal, avvenuto quasi incontrastato quella mattina. La squadra nipponica sfuggì alle ricognizioni aeree e nella notte dell'8-9 agosto mwaayingaggiò battaglia presso l'isola di Savo disposta in mwaaclinea di fila, con il mwaagFurutaka in quinta posizione (tra il mwaakKinugasa a prua e il mwaaoTenryu a poppa).cite-ref-9[9] Sgominò una formazione di cinque incrociatori pesanti e quattro cacciatorpediniere australiano-statunitensi con perdite molto contenute; il mwaa8Furutaka non fu mai colpito.cite-ref-combinedfleet-com-8-4[8] Il viceammiraglio Mikawa però non approfittò del successo tattico per attaccare i trasporti e i mezzi anfibi perché temeva che, all'alba, le sue navi sarebbero state obiettivo dell'aviazione imbarcata o basata a terra dell'avversario: perciò ordinò la ritirata. Il 9 agosto la formazione giapponese si divise vicino a Bougainville; il viceammiraglio Mikawa proseguì per Rabaul con gli incrociatori leggeri e lo mwabqYunagi mentre la 6ª Divisione incrociatori continuò per Kavieng. Il giorno successivo, a poca distanza dalla base, finì sotto attacco da parte del mwabusommergibile USS S-44 e il mwabcKako, silurato, saltò in aria.cite-ref-10[10]

I superstiti tre incrociatori pesanti giunsero allo stretto Moewe e furono sottoposti a urgenti lavori di manutenzione e riparazione. Il 17, nuovamente operativi, salparono per la base di idrovolanti appena stabilita nella baia di Rekata, sulla costa nord-orientale dell'isola mwab0Santa Isabel, dove si fermarono dal 19 al 20 agosto; da qui raggiunsero le isole Shortland il 22 agosto. La 6ª Divisione incrociatori, cui fu unito il mwab4Chokai, fu coinvolta indirettamente nella mwab8battaglia delle Salomone Orientali, combattuta da una vasta aliquota della marina imperiale per proteggere lo sbarco su Guadalacanal di un forte contingente: la divisione partì il 23 agosto dalle Shortland per fornire scorta a distanza e durante il giorno fu individuata da un solitario idrovolante da pattugliamento mwacaConsolidated PBY Catalina della squadriglia VP-23, che attaccò senza successo il mwaceFurutaka. Il 26 agosto il mwaciFurutaka fu distaccato dalla divisione e per il mese successivo fece la spola tra l'ancoraggio di Kieta (Bougainville) e la base di Rabaul alla bisogna per rifornirsi. Nelle prime ore del 12 settembre, a sud della Nuova Irlanda, fu attaccato dal sommergibile mwacmS-47 i cui siluri però non colpirono.cite-ref-combinedfleet-com-8-5[8]

L'affondamento

Il 1º ottobre 1942, riunitosi alla divisione d'appartenenza, il mwadaFurutaka si trovava alle isole Shortland con lo mwadeAoba e il mwadiKinugasa.cite-ref-combinedfleet-com-8-6[8] Agli inizi del mese i comandi giapponesi organizzarono un nuovo schieramento per trasportare gli uomini e le attrezzature della 2ª Divisione mwadcfanteria a Guadalcanal; fu previsto che la 6ª Divisione bombardasse in due tempi (notte dell'11 e 12 ottobre) l'mwadgaeroporto sull'isola, attirando le forze navali statunitensi in modo da facilitare la missione del convoglio. Anche gli Stati Uniti apprestarono un convoglio recante a bordo rinforzi e formarono tre distinte squadre per garantirne la protezione: una di queste era la Task force 64 del contrammiraglio mwadkNorman Scott, incaricato della scorta diretta.cite-ref-11[11] La mattina dell'11 ottobre la 6ª Divisione, con il mwad4mwad8Fubuki e lo mwaeamwaeeHatsuyuki dell'11ª Divisione cacciatorpediniere, lasciò l'ancoraggio ma nel tardo pomeriggio fu avvistata da un B-17 dell'11º Gruppo bombardieri mentre discendeva il cosiddetto "Slot" (braccio di mare tra i due filoni delle isole Salomone).cite-ref-combinedfleet-com-8-7[8] La comunicazione raggiunse il contrammiraglio Scott che dispose subito le proprie unità (quattro incrociatori e cinque cacciatorpediniere) in linea di fila; si portò a ovest di Guadalcanal e Savo e assunse una rotta per nord-est a bassa velocità, sbarrando così la via ai giapponesi. Costoro arrivavano con gli incrociatori pesanti mwaeyAoba, mwaecFurutaka e mwaegKinugasa in linea di fila e i due cacciatorpediniere ai lati, ignari della presenza statunitense.cite-ref-12[12]

All'altezza dell'Isola di Savo il contrammiraglio Scott ordinò d'invertire la rotta e alle 23:30 circa alcune delle navi individuarono degli echi sui mwae4radar, che egli non sapeva attribuire; il comandante dell'incrociatore leggero mwae8USS Helena chiese allora il permesso di aprire il fuoco e Scott, mal interpretando, rispose affermativamente. Lo mwafaHelena iniziò dunque a sparare subito imitato dagli altri incrociatori: la squadra statunitense aveva effettuato il mwafetaglio del T. Il contrammiraglio Gotō fu colto del tutto impreparato e le salve avversarie arrecarono subito danni; ordinò dunque un disimpegno rapido prima di rimanere gravemente ferito dalla gragnola di proietti che devastarono lo mwafiAoba. Il mwafmKinugasa e lo mwafqHatsuyuki virarono a sinistra, allontanandosi dalla colonna statunitense, ma il cacciatorpediniere mwafuFubuki e il mwafyFurutaka accostarono a dritta seguendo l'ammiraglia.cite-ref-13[13] Il capitano Araki, che all'inizio del combattimento aveva fatto tirare sull'isolato cacciatorpediniere USS mwafsDuncan, manovrò quindi per attaccare l'incrociatore pesante mwafwUSS Salt Lake City ma il mwaf0Furutaka fu rapidamente inquadrato e incassò numerose mwaf4granate che fecero, tra l'altro, deflagrare alcuni siluri posti nei tubi; si svilupparono grandi incendi che lo resero ben visibile, sì che fu colpito da quasi novanta proietti. Alle 23:54 un siluro, proveniente forse dal mwaf8Duncan, centrò la mwagasala macchine di prua che si allagò, rendendo il governo del mwageFurutaka difficile.cite-ref-combinedfleet-com-8-8[8]

La battaglia durò fin verso le 00:20 quando il contrammiraglio Scott rinunciò a inseguire le superstiti navi giapponesi in fuga e ripiegò con rotta sud-ovest.cite-ref-14[14] Il mwagsFurutaka era in fiamme e ben presto l'energia motrice venne a mancare del tutto. Alle 02:28 del 12 ottobre affondò di poppa a nord-est di Savo (9°02′N 159°33′Emwag49°02′N, 159°33′E), trascinando con sé trentuno morti. Il capitano Araki fu tratto in salvo assieme ad altri 514 membri dell'equipaggio dai cacciatorpediniere mwag8Hatsuyuki (rimasto danneggiato), mwahamwaheMurakumo e mwahimwahmShirayuki, questi ultimi due inviati dal contrammiraglio mwahqTakatsugu Jōjima che comandava il gruppo di trasporti. Il mwahuMurakumo fu tuttavia affondato da velivoli statunitensi alle luci dell'alba. Nelle ore successive 115 altri naufraghi del mwahyFurutaka, dati per dispersi dalla Marina imperiale, furono tratti in salvo dalle unità statunitensi divenendo mwahcprigionieri di guerra.cite-ref-combinedfleet-com-8-9[8]

Il 10 novembre 1942 il mwah0Furutaka fu radiato d'ufficio dalla lista del naviglio in servizio attivo.cite-ref-combinedfleet-com-8-10[8]

Note

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Bibliografia

• citerefmillot-2002Bernard Millot, La Guerra del Pacifico, Milano, Biblioteca Universale Rizzoli, 2002 [1967], ISBN 88-17-12881-3.
• citerefstille-2014Mark E. Stille, The Imperial Japanese Navy in the Pacific War, Oxford, Osprey, 2014, ISBN 978-1-4728-0146-3.

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Collegamenti esterni

• mwauu(EN) IJN Tabular Record of Movement: Furutaka, su combinedfleet.com.
• mwauc(EN) Furutaka heavy cruisers (1926), su navypedia.org.
• mwauk(EN) Materials of IJN: Furutaka-class heavy cruiser, su admiral31.world.coocan.jp.
• mwaus(EN) Furutaka Class, Japanese Heavy Cruisers, su pwencycl.kgbudge.com.
• mwau0(EN) IJN Furutaka Class - Japanese warships in WWII, su world-war.co.uk.